Camion Lancia

"Camion Lancia"

152 pagine, 196 illustrazioni.
Stampa in bicromia, carta patinata, cartonato.
Italian and English text.
€ 34,00 + contributo spedizione
[ invece di € 41,32 ]

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Un prototipo dell’ "1Z" nella versione più nota: l’autoblindomitragliatrice allestita dall’Ansaldo      Autoblindomitragliatrice su meccanica "Trijota" per l’Esercito britannico (circa 1921). Esemplare del Museo della Motorizzazione Militare, Roma

Sessant’anni circa separano l’uscita dalla fabbrica del primo camion Lancia da quella dell’ultimo, e trenta sono quelli trascorsi dalla fine della produzione ai giorni nostri. Pochi anni ancora, forse meno di un lustro, ed i Lancia saranno un ricordo: il numero di esemplari attivi, confermano le statistiche, è sempre più esiguo.

Dagli anni Dieci ai Settanta, i mutamenti che hanno interessato tecnica, forma ed impiego del camion non hanno mai lasciato indifferente la Lancia.
Guardare avanti, cercando di anticipare le tendenze della tecnica e del mercato, è stata la filosofia che ha sempre guidato i progettisti della Casa.
"Così non si fanno i numeri", obietterà, non a torto, qualcuno. I "numeri", intesi come fatturato e come quantità di veicoli nuovi venduti, la Lancia non li ha mai fatti. Nonostante questo, però, le pagine di storia del veicolo industriale che ha scritto sono molte.


Alcuni dei primi "Eptajota" montano ancora una cabina aperta sui lati, come questa cisterna, chilolitrica Viberti fornita alla Standard (attuale Esso) per la sua "Benzina superiore Lampo"      Allestimento con cisterna profilata SAIV e cabina speciale Viberti su un "3Ro 564C" dell’immediato dopoguerra:disegno e scritte inglesi testimoniano come la voglia di America, a guerra finita, fosse tanta.

Ricostruire la storia dei camion Lancia è opera ardua. Anche nel secondo dopoguerra, quando si afferma prepotentemente la produzione di massa, il Lancia è un veicolo prodotto in tante versioni di base (dell’"Esagamma 519", prodotto in 322 esemplari, esistevano 336 possibili varianti), costantemente migliorato, magari sensibilmente trasformato dagli allestitori.
Molti sono stati i prototipi, gli esemplari unici, le piccole serie, le varianti introdotte durante la produzione. Di non poche versioni non si conoscono le sigle, di tante altre si conosce la sigla ma non l’aspetto del veicolo.
Di alcuni nomi non esiste nemmeno una grafia esatta: è il caso di quelli dei modelli della serie "Jota", che negli stessi documenti Lancia troviamo scritti indifferentemente con la "i" o la "j" iniziale...

I dati tecnici riportati nel testo e nelle tabelle, così come i volumi di produzione, sono per quanto possibile ricavati da fonti ufficiali della Casa. A volte la mancanza di una fonte diretta è stata compensata da dati provenienti da altre pubblicazioni.
Vista la complessità dell’argomento, comunque, autore ed editore sono sin d’ora aperti a qualsiasi segnalazione ed integrazione, di cui si terrà conto nelle edizioni future.
Saranno contributi preziosi, che avvicineranno quest’opera al suo asintoto: il catalogo ragionato dei camion Lancia.


Nel 1947 gli ultimi "E290" escono dalla fabbrica con il motore della "Artena" 441. l’esemplare della foto, è un allestimento dalla Fiamma come carro antincendio (immagine del Museo dell’Automobile di Torino)      Un "864C" del mulino di Montalto Dora(TO), con cabina corta e raggiere rinforzate

"Camion Lancia"

152 pages, 196 images.
Two-colour print, glossy paper, bound in paperboards.
Italian and English text.
€ 34,00 + postage
[ Not full price of 41,32 ]

Un "CL51" tipo "Z20" con cabina Vberti di serie sulla pista di prova per fuoristrada che la Lancia aveva allestito presso Avigliano (TO)      Architettura anni Quaranta (il Palazzo delle Esposizioni all’EUR di Roma) ed abbigliamento anni Settanta per una foto ufficiale della Saim, che aveva trasformato in 8x4 assi questo "520" 6x4

Some sixty years separate the first and last lorries to have come out of the Lancia factory and another thirty have passed since. Statistics confirm that very few of these vehicles are still active and in a short time Lancias will only be a memory. From the beginning of this century until the seventies Lancia designers closely monitored changes of technology, of scale and of possible applications that might concern commercial vehicles.

The philosophy that guided company technicians was one of trying to anticipate market trends and technological advances. Some will reasonably object that this is not a formula for selling trucks. In fact, Lancia never did sell vast numbers of new vehicles but that did not prevent the company from occupying a predominant role in the history and development of industrial vehicles.

To reconstruct Lancia history is an arduous task. Even after the Second World War, when mass production had taken over the industry, Lancia still produced innumerable model versions, each one of which was constantly improved and modified by specialist coachbuilders. For example, the "Esagamma 519" model was made in only 322 examples from a range of 336 possible versions.

There were countless prototypes, "one-off" models, limited series and variants introduced during production.
Of some models we don’t know the factory code whereas for others we have a code but no idea of what they looked like.
Sometimes the model name is not always written in the same way, as in the case of the Iota which suffered confusion between "J’s" and "I’s."

Technical details and production figures are taken from Lancia archives wherever possible. Sometimes missing details have been found in other publications. In view of the complexity of the subject, author and editor will be very grateful for reader’s comments, possibly to be included in future editions. These could prove invaluable in trying to establish an accurate account of Lancia commercial history.

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