Attività di produzione culturale, protezione e valorizzazione di materiale iconografico di interesse storico sviluppata dalla Fondazione Negri ONLUS con il sostegno della Fondazione della Comunità Bresciana Onlus.
Questa pagina web costituisce il punto di entrata del percorso di documentazione e ricerca sviluppato dal progetto.
Da qui è possibile:
Recupero e valorizzazione iconografica di lastre fotografiche d'epoca, materiali del fondo gestito dalla Fondazione Negri ONLUS
Intervento di analisi,
classificazione dettagliata, restauro e protezione delle lastre fotografiche
storiche prodotte dallo Studio G.Negri.
Valorizzazione del materiale iconografico a fini di studio storico.
Sviluppo di nuovi elementi di approfondimento culturale per la conoscenza
di un territorio bresciano omogeneo
di rilevante importanza turistica ed economica.
La Fondazione Negri ha prioritariamente perseguito nel corso di questi anni l'obiettivo di identificare almeno sommariamente i materiali fotografici distinguendoli per tipologia e periodo storico.
È stata così eseguita una classificazione generale di primo livello.
Una precisa ed approfondita analisi dei contenuti documentali può essere condotta progressivamente per aree di intervento e di studio.
Le lastre dell'intero fondo fotografico sono state in buona parte esaminate per intervenire urgentemente su quelle che presentavano segni di deperimento più evidente e che richiedevano quindi un immediato intervento di conservazione fisica e/o chimica.
I supporti polveri o depositi sono stati rimossi utilizzando tecniche adeguate. Le lastre originali sono state, quando necessario, riposte in nuovi contenitori integri e perfettamente asciutti. A questo scopo sono stati utilizzati raccoglitori appositamente realizzati per impiego archivistico fotografico.
Questo intervento di immediata urgenza costituisce il primo ed urgente provvedimento di salvaguardia, ma non può di per sé garantire la conservazione storica del materiale nel tempo, né tantomeno permettere un uso culturalmente produttivo delle informazioni che le immagini sono in grado di comunicare.
È necessario procedere ad operazioni di salvaguardia fisica e protezione chimica. In particolare si ritiene prioritaria la necessità di giungere all'acquisizione digitale delle informazioni visive, così che sia garantita l'accessibilità operativa alle immagini, senza mettere a rischio la sopravvivenza e l'integrità qualitativa delle lastre originali. Si tratta insomma di mettere progressivamente in sicurezza l'intero patrimonio culturale costituito dal fondo.
Il criterio di intervento che si è scelto allo scopo di ottenere la massima produttività e l'organicità nelle azioni di protezione e recupero consiste in una metodologia che privilegia aree omogenee dal punto di vista geografico, storico e produttivo. Non è infatti tecnicamente possibile intervenire in modo globale su basi di valutazione strettamente quantitativa. La ricchezza costituita dalle lastre fotografiche può essere invece valorizzata concentrando gli sforzi su obiettivi di restauro, catalogazione e ricerca caratterizzati in modo accuratamente omogeneo e ben identificati.
Un progetto relativo al territorio del lago di Garda è già stato condotto con successo dalla Fondazione Negri. Questa esperienza ha consentito di acquisire competenze e capacità operative che permettono di affrontare con fiducia una nuova operazione in un ambito destinato a proseguire il percorso di intervento legato ai territori bresciani.
Questo tipo di scelta si è già rivelato vantaggioso in relazione alla serie di progetti che la Fondazione Negri ha realizzato e continua a sviluppare. Tra questi, quelli relativi a :
Tutti questi progetti, molti dei quali ancora in ulteriore evoluzione, si sono concretizzati in eventi e pubblicazioni di divulgazione sul territorio, con effetti di promozione e mostre itineranti estesi all'intero ambito nazionale.
Si è dunque ritenuto opportuno effettuare una scelta che privilegiasse il lago di Iseo.
Il corpus delle lastre relative alla zona geografica del
lago di Iseo e località rivierasche si riferisce a materiali fotografici
originali e quasi tutti inediti, prodotti tra la fine dell'Ottocento e i
primissimi decenni del Novecento.
[Torna a inizio pagina]
La presentazione dell'invenzione di ottico-chimica di Daguerre ai membri dell'Accademia delle Scienze, a Parigi, nel 1839, costituisce l'atto ufficiale di nascita della fotografia.
La dagherrotipia si diffonde rapidamente con la pubblicazione di una guida e in seguito ai corsi di divulgazione tenuti dalla stesso Daguerre.
Nell'arco di pochi decenni il procedimento fotografico si evolve e perfeziona, giungendo dapprima al processo negativo-positivo e presto anche alla sensibilizzazione di lastre di vetro. In Italia la fotografia si afferma in coincidenza con lo sviluppo industriale moderno. In questo quadro scientifico, economico e sociale si trova ad operare il fotografo Giovanni Negri.
Egli è il capostipite di una famiglia di fotografi che opera continuativamente da oltre un secolo. Di origine pavese, probabilmente nato nel 1865, si stabilisce a Brescia dal 1888, avviando uno studio fotografico certamente già attivo nel 1890 in via delle Cappuccine 2366, che diventerà poi via Battaglie 40.Fino a quegli anni, nei primi decenni di diffusione dell'arte fotografica in Italia, i fotografi avevano svolto la loro attività spostandosi con una certa frequenza, spesso addirittura in forma ambulante, servendosi dell'aiuto di giovani apprendisti. I più capaci ed attivi tra questi garzoni si trasformavano col passare degli anni in professionisti apprezzati che non tardavano ad operare in proprio. Forse anche Giovanni Negri segue questo percorso formativo.
Quello che è certo è che egli si trova ad gire in un momento storico ed in una localizzazione particolarmente favorevoli per testimoniare i successi dell'imprenditoria industriale in ascesa. La sua attività assume immediatamente una forte caratterizzazione di documentazione ambientale e produttiva, così come continuerà ad essere per i suoi successori.
È così che si viene, attraverso gli anni, a costituire un patrimonio di documenti fotografici quantitativamente e qualitativamente rilevante. Il verificarsi di fortunate coincidenze, come la continuità operativa dello studio fotografico, l'assenza di trasferimenti di proprietà e di sede, la disponibilità di ampi spazi di conservazione negli scantinati dell'edificio progettato dall'architetto Dabbeni, hanno permesso la conservazione nel tempo dell'intero archivio, destinato ad arricchirsi nel corso dei decenni. Si vengono così a costituire le premesse della rilevanza storica, sociale e culturale del fondo fotografico.
Il 3 agosto 1990 il patrimonio costituito dal fondo fotografico storico dello Studio Negri viene vincolato dalla Sovrintendenza Archivistica della Lombardia come bene di notevole interesse storico, nel quadro di quanto disciplinato dal DPR n.1409 del 1963.
Il 6 settembre 1993 si giunge alla costituzione formale
della Fondazione Negri , che il 16 dicembre 1998 diviene Fondazione
Negri ONLUS.
[Torna a inizio pagina]
I documenti fotografici oggetto dell'azione qui considerata consistono nel supporto originale costituito da lastre.
Questi negativi, oltre 700 lastre, con una dimensione variabile tra 13 x 18 e 21 x 27, sono rimasti custoditi nelle scatole fotografiche originali con cui erano stati commercializzati dalle diverse fabbriche di materiale da ripresa.
Il materiale fotosensibile trattato consiste in composti di argento incorporati nello strato di gelatina animale steso sulla lastra di vetro.
I negativi originali mantengono un livello di conservazione adeguato fino a che non vengono manipolati per l'osservazione. In quel momento vengono infatti rimossi dall'ambiente di conservazione stabilizzato. Dopo decenni trascorsi in condizioni di umidità e temperatura abbastanza costanti e in assenza di radiazioni luminose, vengono necessariamente sottoposti agli stress fisici e chimici che comporta anche un semplice esame visivo.
Le lastre sono riposte dorso contro dorso e gelatina contro gelatina. Questa tradizionale precauzione abbassa il rischio di graffi e permette la formazione di una sorta di sigillo di protezione dall'aria. In questo modo le superfici aderiscono quasi totalmente e impediscono all'aria di formare un'intercapedine nella zona di contatto.
L'azione chimica degli elementi presenti nell'ambiente non riesce così a progredire, se non nell'area strettamente marginale dei bordi delle lastre (vignettatura chimica). L'ossidazione dei sali d'argento, l'azione di eventuali muffe e batteri rimane ostacolata dall'assenza di aria.
Purtroppo anche la semplice ispezione visiva, pure condotta utilizzando per la manipolazione guanti neutri, è destinata a produrre l'interruzione del sigillo fisico sopra descritto, con i rischi per la futura conservazione che ciò comporta.
Ciò rende assolutamente urgente, ogni volta che un lotto di lastre viene esaminato e dopo una rapida catalogazione ed archiviazione, un pronto intervento con i provvedimenti conservativi necessari.
Contemporaneamente deve essere prevista l'acquisizione digitale di alta qualità, al fine di essere in grado di operare ogni futura manipolazione sulla copia digitale e non sull'originale fisico, che va immediatamente messo in sicurezza.
Le copie digitali delle immagini possono quindi essere sottoposte a tutta la serie di operazioni di intervento che sono necessarie per recuperare la piena qualità dell'originale e per conseguire l'ottimizzazione delle caratteristiche richieste per gli impieghi di comunicazione e riproduzione a tecnologia avanzata.
Le copie di lavoro
e di archiviazione vengono masterizzate su supporti professionali a lunghissima
conservazione, appositamente prodotti da Kodak per uso d'archivio, e riposte
nei siti di custodia previsti dalle procedure di protezione della Fondazione
Negri.
[Torna a inizio pagina]
prima fase
seconda fase
terza fase
L'obiettivo finanziario è quello di raggiungere almeno il pareggio di bilancio in relazione al complesso delle iniziative, anche grazie al contributo della Fondazione della Comunità Bresciana Onlus.
La Fondazione Negri ONLUS ha attuato progetti di recupero e di valorizzazione che sono stati sostenuti prevalentemente dallo Studio Negri attraverso un ampio supporto in termini di ore-lavoro, strumenti e risorse finanziarie.
La medesima azienda si è assunta il carico di provvedere alla gestione e al mantenimento dei livelli base di efficienza necessari alla vita dalla Fondazione nonché all'acquisizione di importanti archivi storici relativi alla storia dell'industria, oneri in parte sopportati anche grazie al saltuario sostegno economico di Enti Pubblici e al concorso in progetti culturali di altri Enti.
Rimane da risolvere il problema del reperimento delle risorse finanziarie necessarie per sostenere lo sviluppo di progetti monografici specifici che consentano di agire su aree omogenee del fondo fotografico. Le opportunità offerte da Enti come la Fondazione della Comunità Bresciana Onlus sono considerate con particolare favore.
Il Piano Finanziario dettagliato del progetto è stato sottoposto alla valutazione della Commissione della Fondazione della Comunità Bresciana Onlus e prevede un investimento complessivo di risorse pari a euro 55.900,00.
I costi del progetto vengono assunti in primo luogo dalla Fondazione Negri ONLUS, nel quadro di un investimento di carattere culturale finalizzato al perseguimento dei propri fini statutari.
La struttura del team di lavoro impegnato nel progetto si sta progressivamente definendo con l'avanzare dei lavori.
Le figure di riferimento sono costituite dal Referente Amministrativo Mauro Squassoni Negri
e dal Curatore culturale Gabriele Chiesa.
[Torna a inizio pagina]
I beneficiari dei prodotti culturali e delle risorse di ricerca prodotte sono individuati negli Enti locali che operano sul territorio oggetto della ricerca e dell'azione di recupero iconografico, nonché gli studiosi, gli appassionati e i ricercatori che si occupano di cultura.
Un vasto e non quantificabile
bacino di utenza consiste nell'intero pubblico bresciano che potrà fruire degli
eventi espositivi correlati all'esibizione delle immagini storiche, per la
maggior parte inedite. L'iniziativa è verosimilmente destinata ad avere effetti
storici di lunga durata, attraverso la protezione di un patrimonio iconografico
ancora soggetto ad un certo livello di rischio.
La Fondazione Negri ONLUS, costituita nel 1993, ha perseguito costantemente la promozione del patrimonio storico fotografico attraverso mostre, pubblicazioni, manifestazioni a carattere didattico, realizzazione di CD-rom, comunicazione sul web. Numerose sono le mostre fotografiche presentate in Italia e all'estero. Tra le tante iniziative espositive citiamo la mostra permanente sulla fotografia moderne all'Accademia di Carrara,
la presentazione di una ricostruzione di uno studio fotografico al Salone Internazionale del Cinema e della Fotografia di Milano (fiera internazionale della fotografia - sezione cultura), diverse mostre personali e collettive presso la galleria "Il Diaframma" e a Brera (Milano), la mostra sulla storia industriale italiana voluta dalla Camera di Commercio nell'occasione degli scambi con la Cina, la mostra svoltasi in occasione della Fiera del Levante, svariate partecipazioni alle sezioni culturali nell'ambito di manifestazioni fieristiche come il Salone di Torino, la Fiera di Verona e altre.
Da alcuni anni la Fondazione Negri prosegue la pubblicazione di una collana di testi di ricerca e documentazione fotografica e storica, giunti al dodicesimo volume. La collana è interamente prodotta, in tutte le fasi eccetto la stampa, della Fondazione.
Dal 1998 la Fondazione Negri ONLUS sviluppa gli aspetti informatici e digitali della comunicazione, realizzando CD-rom e pubblicazioni on line, oltre alla creazione di gallerie virtuali in rete. Sul web è stata avviata la realizzazione di un database che permette di eseguire ricerche su migliaia di schede corrispondenti alle lastre custodite dalla fondazione.
[Torna a inizio pagina]