Il lago d'Iseo nelle immagini di Negri

Il lago d'Iseo nelle immagini Negri

cm. 25x28, 196 pagine, 120 illustrazioni.
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Forse le cose, a furia di guardarle, non si vedono più. O non si capisce più quanto siano belle.
Questa sorte è toccata anche al lago d'Iseo, gioiello di paesaggio che non ha mai agitato il cuore dei bresciani. Solo a metà dell'Ottocento una donna francese, bella e affascinante, ne scopre l'incanto e descrive il lago in una lettera a un'amica di Londra. Vieni, la invita, che ho trovato un posto bello in cui vivere. Quella donna francese si chiama George Sand.
Porta un nome da uomo, quello vero è Aurore Dupin, baronessa Dudevant, ed è davvero un bel tipo: rivoluzionaria, anticonformista, dalla lingua (e dalla penna) molto pronta.
È stata l'amante di Chopin e di De Musset, ha imbracciato il fucile nei moti rivoluzionari del 1848 a Parigi, ha redatto e firmato un "Bulletin de la République" e poi si è ritirata in campagna, a Nohant, a scrivere romanzi che oggi finirebbero dritti nella collana Harmony.

L'abitato di Iseo alla fine dell'Ottocento Iseo a fine Ottocento Piazza Garibaldi di Iseo all'inizio del secolo scorso Il Castello degli Oldofredi di Iseo

Quel nome l'ha preso a prestito da Jules Sandoux… e nei panni di un maschio, anzi di un vero maschiaccio, ci si trova bene. Lo fa per le donne, per la causa del femminismo, così spiega.
Ma a noi ora interessa la George Sand in veste di turista, che arriva sulle sponde del lago d'Iseo e se ne innamora.
Vi ambienta persino uno dei suoi tanti romanzi, dal titolo "Lucrezia Freudiani".
Un libro autobiografico, lei è infatti anima e corpo questa Lucrezia, donna matura che non pensa più all'amore e lo suscita in un giovane turista, nobile e romantico al punto giusto.
Pagina dopo pagina, George Sand si getta a capofitto in una storia melodrammatica e cerebrale, in una dissertazione sull'amore, fra sussulti, palpitazioni, rossori e imbarazzi.
La storia è ambientata a Iseo, si parla di pescatori di Montisola, di canneti. Sand scrive a Londra, altre donne inglesi arrivano sul lago. Una, forse la prima turista in assoluto, è lady Mary Wortley Montagu, un'altra scrittrice, che, ancora prima di George Sand, si stabilisce a Lovere. Da lì inizia un delizioso carteggio con la figlia, poi lady Wortley sceglie di vivere a Brescia, addirittura nella Bassa bresciana. E' una storia controversa, ma lei che, detto per inciso, è moglie dell'ambasciatore inglese a Costantinopoli nonché fondatore del British Museum, trascorre alcuni anni a Gottolengo, ospite-prigioniera di Ugolino Palazzi. É donna di molteplici interessi, una delle prime a intuire per esempio come il vaiolo si possa combattere inoculando frammenti di cellule infette, facendo ammalare lievemente le persone esposte al contagio.

Lady Wortley viaggia e si innamora dei luoghi. Ecco, il turismo da noi nasce così, grazie a gente che, a volte per puro caso, un bel giorno apre gli occhi.

Il lago d'Iseo presso la penisoletta boscosa di Montecolino, a sud di Pilzone Peschiera Maraglio a fine Ottocento Castello Oldofredi Martinengo a Montisola Monastero sull'isola di San Paolo

Un po' come capita ai turisti olandesi che, ogni anno, scoprono il lago d'Idro o all'austriaco Luigi Wimmer che, ancora nel lontano 1879, apre a Gardone Riviera la Pensione Pizzocolo ( che poi si ingrandirà sino a diventare il Grand Hotel) e pensa che sul lago non solo si possa vivere bene, ma ci si possa anche curare. Intuizioni, sogni. Soprattutto voglia di vedere. Noi oggi andiamo veloci, acceleriamo in auto e in moto, le strade paiono lisce come biliardi e invitano ai record.

Ma non vediamo più nulla. In fondo non viaggiamo più, ci limitiamo a spostarci e sempre più velocemente.
Così facendo, non solo non ci guardiamo troppo intorno, ma non sappiamo più nemmeno raccontare le strade che percorriamo, i paesaggi che ci scorrono davanti.
Scambiamo il parabrezza dell'auto per un videoterminale, confondiamo il reale con il virtuale.
C'è una cura per questo? Forse è già tardi, il male ha ormai compromesso neuroni e file del cervello, ma occorre riscoprire la lentezza. Rallentare il ritmo.
Forse, involontariamente, aumenteremo qualche volta i battiti del cuore, di sicuro riprenderemo a viaggiare.
E per provarci può andar benissimo anche il lago d'Iseo, magari con l'aiuto di qualche vecchia, deliziosa fotografia in bianco e nero...

Roberto Denti

Isolotto di Loreto, lago d'Iseo Veduta panoramica di Marone a fine Ottocento La vecchia litoranea asburgica presso Vello Pisogne negli anni trenta




"Il lago d'Iseo nelle immagini di Negri"

cm. 25x28, 196 pages, 120 images
Two-colour print, glossy paper, bound in paperboards.
Italian and English text.
€ **,00 + postage

Testo in italianoTesto in italiano + English TextEnglish Text

Sometimes, a spectacle seen every day is no longer looked at. Its beauty fails to be appreciated. This fate seems to have befallen Lake Iseo, a jewel in the landscape that has never particularly excited the good people of Brescia.

Le piazze di Pisogne a fine ottocento Pisogne visto dall'isoletta Goia Porto e lungolago di Lovere a inizio Novecento Veduta di Lovere a inizio Novecento

In the mid nineteenth century a beautiful and fascinating French lady discovered its charm and described the lake in a letter to a friend in London. "Come," she wrote, " I have found a lovely place to live in." The French lady's name was Georges Sand. She used a man's name but her real name was Aurore Dupin, the Baroness Dudevant. She had an amazing career as a revolutionary, anticonformist and prolific writer. She had affairs with Chopin and De Musset, took arms in the French Revolution of 1848, edited and wrote a revolutionary newspaper and finally retired to Nohant deep in the French countryside to write rather soppy romantic novels.

Her name was borrowed from a friend, the French writer Jules Sandoux, a particularly masculine sort of name that eminently suited her own personality. She explained this choice as a political feminist gesture. Our interest in her is as a tourist who discovered and fell in love with Lake Iseo. She even based one of her novels in the area, entitled "Lucrezia Freudiani." This very autobiographical story relates a romance between a noble young man and a mature lady who believed she had finished with such affairs. Georges Sand treats us to page after page of melodramatic speeches, full of romantic surprises, excitement, blushes and embarrassed pauses.

Veduta di Castro, anni Cinquanta Riva di Solto agli inizi del Novecento Tavernola prima del disastro Predore agli inizi del Novecento

The story takes place amongst the rushes and the fishermen of Montisola, on Lake Iseo. Other ladies arrived at the lake as a result of Georges Sand's letters but the very first tourist, some time previously, was probably the English writer, Lady Mary Wortley Montagu, who had lived at Lovere many years before Sand.

A famous correspondence with her daughter started here but later Lady Mary went to live in the lower part of Brescia. The story is not very clear as to how a lady who was wife to the British Ambassador in Constantinople and a founder member of the British Museum came to pass several years at Gottolengo as a prisoner/guest of Ugolino Palazzi. She was a lady of many interests and one of the first people to realise that an immunity to smallpox could be achieved by the innoculation of infected cells. Lady Mary was a person who travelled and who fell in love with certain places of note.

This was how tourism arrived in Italy, thanks to a few voyagers whose eyes were open to the beauty of the place. Every year, tourists from Holland discover Lake Idro but an Austrian, Luigi Wimmer, had opened the "Pensione Pizzocolo" at Gardone Riviera in 1879, and this was enlarged to become the "Grand Hotel." People came to realise that one could live well in the lakeside region, and that the climate is beneficial to good health.

People of imagination are attracted, people that dream, people who are receptive to their surroundings.

Roberto Denti

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