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Alle origini della BREDA Meccanica Bresciana PDF Stampa E-mail
Alle origini della BREDA Meccanica Bresciana

Alle origini della BREDA Meccanica Bresciana

Il volume dopo una breve introduzione relativa alle varie sezioni della Breda, approfondisce la storia di quella bresciana analizzando tutta la produzione, presentando immagini di prototipi e definitivi come poi sono stati utilizzati dall'esercito. Vengono presentate immagini anche di mezzi che adottavano armamenti Breda e di armi che in quegli anni costituivano una alternativa a questa casa, come Beretta, Tempini, Fiat, Glisenti, Scotti.

Testo in italiano Linguaggi del libro: Italiano + Inglese (traduzione a fianco)

English Text Languages of the book: English + Italian (side-by-side translation)

Testi di Andrea Curami, Paolo Ferrari, Achille Rastelli
191 pagine
381 fotografie in bicromia
Carta patinata, cartonato
Rilegatura rigida e sovracoperta
Formato: circa 25 x 29 x 2,5 cm
Edizione bilingue (Italiano + Inglese)
€ 42,00 + spedizione
Text by Andrea Curami, Paolo Ferrari, Achille Rastelli
191 pages
381 Two-color images
Library-bound, Hardcover
Heavy-weight, glossy pages
Dimensions: ca. 25 x 29 x 2.5 cm
Bilingual edition (English + Italian)
€ 42.00 + shipping
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Testo in italiano

Le sfortunate vicende delle Società italiana Ernesto Breda al termine del secondo conflitto mondiale sono in parte note e con la chiusura di alcuni settori produttivi e la nascita della Finanziaria omonima si è perso molto del retaggio della grande industria di Sesto San Giovanni.

Con il passare degli anni, anche le aree alla periferia di Milano, un tempo occupate dai quei capannoni industriali, hanno mutato profondamente il loro aspetto e oggi il simbolo del cavallino rampante evoca immediatamente un'altra prestigiosa industria meccanica italiana. Oggi il cavallino per antonomasia è quello nero, figlio dell'emblema utilizzato dall'asso Francesco Baracca per decorare la fusoliera del suo Nieuport, ma negli anni Trenta il simbolo dell'avanguardia tecnologica era rappresentato da un puledro rosso imbizzarrito, presente in tutti i settori dell'industria meccanica e conosciuto non solo in Italia, ma anche all'estero.

Con questo atlante fotografico, vogliamo ricordare la produzione della Breda nel settore delle armi automatiche nel quale l'Azienda entrò intorno al 1925 sia per diversificare la produzione, utilizzando le notevoli competenze acquisite nel settore meccanico, sia perché Il momento era favorevole. Le innovazioni introdotte con la guerra mondiale avevano mutato le esigenze delle forze armate nazionali ed era necessario un profondo rinnovamento nel settore delle armi automatiche sulla base di nuove dottrine d'impiego. Si racconta che l'occasione sia stata anche offerta dal trattato di Versailles che vietava, tra l'altro, alle Nazioni sconfitte la produzione e la vendita di armi da guerra. Fu così che la Grecia, sconfitta nel 1922 dalle forze di Mustafa Kemal Atatürk, non potendo ripianare le perdite di fucili Mannlicher Schönauer in Austria, si rivolse alla Breda con una prima ingente commessa di tali armi. Scorrendo questo album fotografico è possibile, così, esaminare quindici anni di dottrina dei nostri Stati maggiori sull'onda delle infatuazioni europee, si pensi ai carri armati leggeri e leggerissimi, a volte delle ingenuità e dei successivi ripensamenti sullo sfondo di una situazione economica nazionale difficile e di un livello di preparazione militare che non poteva prescindere dal livello d'istruzione medio degli italiani. Nello scorrere le fotografie proposte, il Lettore non deve dimenticare questi fattori e ricordare il livello raggiunto dalla tecnologia in quegli anni tra le due guerre.

La maggioranza delle foto proposte appartengono all'archivio della Breda Meccanica Bresciana, antica Vi sezione della Breda, e sono giunte fino a noi solo grazie al profondo rispetto per la storia che ha contraddistinto tutti gli amministratori che si sono avvicendati alla guida della Società a partire dal 1951. Ma eguale sensibilità avevano mostrato prima la Breda e poi la Finanziaria Ernesto Breda nel conservare gelosamente la storia per immagini dei altri settori produttivi permettendo che giungesse quasi intatta fino a oggi nell'archivio della Fondazione Isec di Sesto San Giovanni.

Altre immagini appartengono alla Fondazione Negri di Brescia. Umberto Negri (Brescia 1892 - Brescia 1954), figlio di Giovanni che aveva fondato lo studio fotografico intorno al 1890, diventò un affermato fotografo industriale, lavorando, tra l'altro, per quasi tutte le industrie bresciane di armi, tra le quali anche la Vi sezione della Breda, con la differenza che, per contratto, le lastre Breda dovevano essere consegnate all'Azienda assieme alle stampe. Costantino Squassoni, genero di Umberto, ci raccontava che in camera oscura era sempre presente una persona della Breda durante le operazioni di sviluppo e stampa. Per le altre Aziende bresciane concorrenti, a partire dalla Metallurgica Bresciana già Tempini, alla Scotti e alla FNA, il materiale impressionato rimaneva in deposito presso lo Studio Negri e oggi è parte dell'archivio della Fondazione Negri.

Speriamo che l'eccezionale qualità delle immagini proposte sia gradita al Lettore e nell'accomiatarci desideriamo ringraziare quanti hanno contribuito con altre immagini dai loro archivi. In particolare: Alessandra Rapetti, Alessandro Lombardo, Andrea Via, Agostino Alberti, Diego Vezzoli, Filippo Cappellano, Fulvio Miglia, Giorgio Apostolo, Lucina Caramella, Matteo Annoni, Raimondo Carlo Pecchi, Stefano Merli, Penelope J. Corfield.

Andrea Curami - Paolo Ferrari - Achille Rastelli


English Text

The unhappy post-war period of the Ernest Breda Society after WWII saw the closure of several sections of the company and the subsequent passage into Breda Financial comprised a much reduced version of the former industrial giant of Sesto San Giovanni.
With the passing of years the old industrial suburbs of Milan, once crowded with factories, have now changed physiognomy and even the rampant horse symbol now represents another prestigious branch of Italian engineering. Today’s well known horse is a black one that originally decorated the fuselage of the WWI Nieuport fighter plane of the flying ace, Francesco Baracca. However, in the 1930’s the red rampant horse of Breda had also come to symbolise advanced Italian technology and it could be found in all the engineering shops of Italy and many abroad. With this photo album we would particularly like to remind people of the Breda production of automatic weapons, an activity begun in 1925 to diversify production, partly to exploit its technical abilities in the field and partly because the moment seemed favourable towards such a move.

New tactics that emerged in the Great War had changed the requirements of the various Armed Forces and the concept of automatic weapons needed to be examined afresh in the light of possible new applications.

We are told that it was the Peace Treaty of Versailles that created new possibilities for the company, in that it prevented the defeated countries from manufacturing or selling arms of war. Thus it was that Greece, having lost a war in 1922 against the forces of Mustafa Kemel Ataturk, turned to Breda with a large order for firearms as Austria was legally unable to replace lost Mannlicher Schonauer rifles.

Looking through these photographs one can see how fifteen years of a certain doctrine affected our Military Chiefs of Staff, one that was fashionable in some quarters of Europe at that time.

Taking the example of our light and ultra light tanks, one is impressed at the ingenuity and the determination of the designers with their constant revisions, all this in a context of economic disaster and a military preparation conditioned by the educational level of the soldiers in the field. Readers must not forget these factors while looking at the pictures for they help us to appreciate more keenly the high levels of technical ability achieved in the inter-war period.

Most of these photos belong to the archives of the Breda Engineering, Brescia, the old VIth section of Breda. They have reached us intact thanks a profound respect for the company history held by all its post-war administrators. Breda itself and then Breda Financial have demonstrated a fine perceptivity in the careful safekeeping of historical records, from all the various company sectors, and then in allowing them to become available today through their present keepers, the Isec Foundation of Sesto San Giovanni.

Other images belong to the Negri Foundation of Brescia. The photographic studio was founded in about 1890 by Giovanni Negri but his son Umberto, (Brescia 1892 – Brescia 1954,) became a true industrial photographer, working for almost all the industrial companies of Brescia, including the Breda VIth Section. The only difference was that, by contract, all the Breda glass negatives were delivered to the company, together with the printed photographs. Costantino Squassoni, the son in law of Umberto, told us that there was always a Breda employee in the Negri dark room while their negatives were being processed and the photos printed. The other Brescian companies, including the Brescian Engineering Co, (ex-Tempini.) Scotti and the FNA, left the negatives at the Negri studio and today they belong to the Negri Foundation.

We hope that readers will appreciate the exceptional quality of these pictures and we take the opportunity to thank others who have contributed photographs from their own archives, in particular: Alessandra Rapetti, Alessandro Lombardo, Andrea Via, Agostino Alberti, Diego Vezzoli, Filippo Cappellano, Fulvio Miglia, Giorgio Apostolo, Lucina Caramella, Matteo Annoni, Raimondo Carlo Pecchi, Stefano Merli, Penelope J. Corfield.

Andrea Curami - Paolo Ferrari - Achille Rastelli





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